Costrusci un ghetto ed avrai un ghetto, qual'è la sorpresa? Costringi le persone a nascondersi a avrai dei clandestini, cosa dovrebbe dimostrare questo? Che per l'ennesima volta guardi le cose senza capire, ma vedendo solo quello che vuoi vedere.
Non ho vergogna di andare a Zingonia
Inviato da sadmin Mercoledì, 15 ottobre 2008 ore 18:45
Contributo di ceru
Zingonia è un' "area"della Bassa bergamasca. Nè un paese, nè una città. E' nata intorno alla meta' degli anni Sessanta per volere del finanziere Remo Zingone come citta' utopica per i lavoratori.
Oneri di costruzione a carico dei 5 comuni in cui è diviso il territorio (Verdello, Verdellino, Ciserano, Boltiere, Osio Sotto), guadagni riservati a Zingone.
Sull'Unità, in data 24/05/70, compare un'intervista allo stesso Zingone: "Ho creato varie infrastrutture di base...ora tocca agli altri fare quel che rimane da fare".
Negli anni '70 i primi comuni a disconoscere gli accordi con Zingonia sono Boltiere e verdellino, negando alcune costruzioni. Ne scaturisce una causa, vinta dalla società. Finite la agevolazioni la ditte abbandonano l'area, a partire dalle grandi firme: Faema, Ford, Bayer...
Alla metà degli anni '70 Zingone si ritirò in Costa Rica, cedendo le sue attività. Oggi Zingonia è una periferia senza centro che non compare nemmeno sulla carta geografica nonostante i suoi qausi 30.000 abitanti, u
n ghetto dove finiscono i più vulnerabili, i nuovi arrivati, in attesa di potersi permettere qualcosa di meglio.Negli anni '60 sono stati costruiti decine di palazzoni, tra cui i famigerati condomini Athena, destinati ad assorbire l'ondata di migrazione interna, quella dei "terùn". Appena i meridionali sono riusciti ad ottenere qualche soldo, un minimo di stabilità esistenziale, se ne sono andati da Zingonia lasciando gli stessi palazzi, solo più vecchi e malandati, a disposizione dei primi migranti stranieri in arrivo negli anni '80. La comunità senegalese è la più folta e radicata, progressivamente la seguono albanesi, marocchini, pakistani. Capannoni e fabbrichette non mancano, gira voce che "il lavoro si trova".
I migranti vivono in un duplice ghetto, a Zingonia: quello creato dalla gente dei comuni limitrofi, che percepisce questo agglomerato di case e fabbriche come un corpo estraneo cresciuto come un tumore fra i loro paesi, e che non ricorda di avere un tempo sognato una città che li riscattasse dal destino di emigranti, pendolari, uomini di fatica;
quello creato dalla malavita organizzata, che gestisce tranquillamente spaccio e prostituzione attirando clienti da tutta la Lombardia.I clandestini sono prigionieri per un altro motivo ancora: la polizia staziona quasi perennemente nella "piazza del missile" (chiamata così per la fontana a forma di razzo), davanti al locale che serve kebab, tra i palazzi scrostati. Molti escono di casa solo per andare al lavoro, in nero, in uno dei tanti capannoni della zona. Molti si lamentano perchè gli spacciatori stazionano stabilmente solo 500 metri più in là, a Piazza Affari, e le “forze dell’ordine” preferiscono parcheggiarsi di fronte a casa loro. Nel frattempo i proprietari degli appartamenti nei condomini Athena, agenzie immobiliari e padroncini che sanno rendersi opportunamente invisibili, sfruttano gli inquilini fino all’osso: nonostante gli affitti siano cari, i palazzi non ricevono interventi di manutenzione da anni, e gli abitanti rischiano perennemente che acqua e gas vengano chiusi.
Con l’affermazione delle politiche securitarie e xenofobe in Italia, Zingonia e in particolare i palazzi Athena sono diventati anche un simbolo e un’occasione per ghiotte speculazioni politiche: la Lega Nord aveva deciso di aprire la propria campagna elettorale provinciale per le elezioni politiche del 2008 proprio di fronte a questi palazzi, con un corteo per "ripulire Zingonia, prima che infetti i paesi vicini”. Un flop tremendo, soprattutto a causa di una decisa contestazione spontanea dei migranti.Gli Athena sono però rimasti oggetto di una speciale attenzione politica e mediatica, finchè, la mattina di mercoledì 9 ottobre 2008 gli abitanti della zona si sono trovati a subire l’ennesima retata.Non esattamente la solita storia; un blitz un grande stile, come spiega questo articolo dell’Eco di Bergamo: “Più di cento i carabinieri impegnati e coordinati dal comandante del reparto operativo provinciale, tenente colonnello Giuseppe Serlenga, e dal comandante della compagnia di Treviglio, capitano Giulio Modesti. Per avere 100 uomini a disposizione la compagnia di Treviglio ha ottenuto il supporto delle compagnie di Zogno e Bergamo, oltre che del comando di Milano, del nucleo militare elicotteristi di stanza a Orio al Serio e di tre unità cinofile(…)Non è mancata la disponibilità di uomini della polizia locale di Ciserano - presente il sindaco Natale Zucchetti -, delle polizie locali di Bariano, Boltiere e Caravaggio, dei vigili del fuoco di Treviglio, di un'autoambulanza del 118 e di esperti dell'Asl (…)Quaranta le persone sottoposte a controlli specifici: fin dalle prime ore del mattino si sono resi necessari accertamenti ulteriori su una trentina di loro. Cinque uomini sono stati arrestati per aver violato più volte la legge Bossi-Fini, altri cinque sono stati trasferiti nei Centri di Permanenza Temporanea di Gorizia e Milano. Sulla restante ventina di immigrati ci sono ancora in corso controlli”Questi i commenti politici, sempre tratti dallo stesso articolo: "Su Zingonia non bisogna mollare la presa - ha dichiarato il deputato bergamasco del Pd Antonio Misiani - non si può che esprimere apprezzamento per l'operazione dei carabinieri. I parlamentari bergamaschi, su impulso dei sindaci della zona, si stanno impegnando per l'elevazione a tenenza dell'attuale caserma". "Rivolgo un sincero plauso alla maxi operazione di controllo e prevenzione del territorio da parte del comando provinciale dei Carabinieri svoltasi questa mattina a Zingonia - ha concluso il deputato del Pdl Gregorio Fontana -. Operazioni come quella di oggi possono essere più efficaci anche grazie alle nuove norme contenute nel pacchetto sicurezza approvato dal governo Berlusconi nei primi mesi di governo".Rilevante anche il ruolo svolto dall’unica azienda di trasporti pubblici locali, la S.A.I. (Società Autolinee Interprovinciali) come leggerete di seguito, nella testimonianza di un giovane operaio migrante che ha voluto raccontarci cosa è successo agli abitanti dei condomini Athena, la cui voce è stata ignorata da tutti i media locali. “Mi trovavo in uno dei palazzi Athena di Zingonia, ospite di un amico. Alle 5 del mattino, siamo stati bruscamente svegliati dall’irruzione di cinque carabinieri, che hanno sfondato la porta dell’appartamento con un ariete, senza prima bussare né annunciarsi. Ci hanno chiesto il permesso di soggiorno, ma i controlli che hanno effettuato sono stati molto frettolosi, sembrava che i documenti non gli interessassero troppo. Io ero spaventato. La stessa scena si è ripetuta in tutto il palazzo, le famiglie sono state svegliate dai colpi di ariete in tutti i 32 appartamenti. C’erano cinque carabinieri per ogni appartamento, quindi dovevano essere più di cento. Nel frattempo ci siamo accorti che un elicottero stava sorvolando la zona. I carabinieri hanno fermato anche alcune persone che conoscevo, non in regola con i documenti, operai in una piccola fabbrica della zona. In un appartamento devono aver trovato della droga, perché hanno appeso alla porta un foglio con un avviso di sequestro. Non credo proprio che abbiano trovato degli spacciatori, forse qualche sprovveduto, perché gran parte degli spacciatori non vivono nei palazzi. Inoltre la sera prima i carabinieri si erano presentati per togliere acqua e gas al condominio, quindi molti avevano capito che sarebbe successo qualcosa. Il palazzo poi non era totalmente isolato, rimanevano delle vie di fuga. Io penso che gli spacciatori non se ne andranno mai, finchè non li controllano sul serio. Per strada ho visto che i carabinieri fermavano un autobus di linea della S.A.I., facendo scendere tutte le persone a bordo. Molti erano studenti e lavoratori di Zingonia. Hanno poi accompagnato queste persone al lavoro sulle auto di servizio. Ho visto che caricavano a bordo dell’autobus queste persone fermate, con le mani legate dietro la schiena con fascette di plastica. Ho visto anche sette o otto bambini dei palazzi Athena che guardavano tutto, con lo zaino in spalla, ma non credo siano poi andati a scuola perché nel frattempo si erano fatte le otto. Il mio amico si è messo a filmare la scena con il cellulare, i carabinieri volevano che la smettesse e l’hanno preso a male parole. Lui però ha detto loro che l’avevano già controllato, era in regola e dunque poteva fare ciò che voleva. L’hanno lasciato stare. Ho poi saputo che i fermati sono stati portati nella caserma dei carabinieri di Treviglio, non in questura come ha scritto il giornale. Non sappiamo ancora cosa sarà di loro.
Già la sera stessa gli spacciatori sono ricomparsi, io lo sapevo che loro non erano stati arrestati. Qualcuno voleva sporgere denuncia per la porta sfondata, ma poi hanno pensato che i carabinieri avrebbero detto “l’abbiamo fatto perché voi non aprivate”. La gente si è spaventata perché i carabinieri erano tantissimi, sono arrivati mentre tutti dormivano, e per l’elicottero. Io stesso ormai non vado molto in giro, per la mia sicurezza.” A questo punto vorremmo brevemente parlare di qualcosa che non si sente dire spesso su Zingonia:[u] Zingonia è un intreccio di cicatrici che stanno a ricordare fenomeni rappresentativi dell'Italia intera; speculazione, sviluppo industriale, mancanza di pianificazione, immigrazione interna ed esterna; ma è anche un laboratorio di relazioni in continua trasformazione. Sul territorio esistono una scuola di italiano per migranti, un centro culturale attivo anche nell'istruzione degli adulti, quattro studi di artisti la cui opera è strettamente legata al territorio, due moschee, varie associazioni di migranti, una squadra di cricket composta da pakistani che dà del filo a torcere anche ai terribili rivali bresciani. E molte persone che non si vergognano di vivere lì, e non vogliono mollare la presa.articolo originale quirete*bassa
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