Grecia: “Estensione aiuti? Neanche con pistola puntata, non siamo colonia”Dopo il fallimento dell'Eurogruppo continuano le schermaglie tra l'esecutivo Tsipras e i creditori europei. Ma i mercati sembrano convinti che a nessuno dei contendenti conviene spingere il Paese fino a un nuovo defaultDopo la rottura all’Eurogruppo di lunedì,
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02 ... i/1430742/ continuano le schermaglie tra la Grecia e i partner europei chiamati a dare il via libera a una proroga del piano di assistenza finanziaria che sostiene il Paese dal 2010. Il governo di Alexis Tsipras, che ha rifiutato la proposta di “estensione” formulata dai ministri dell’Economia e delle Finanze degli altri 18 Paesi bollandola come “assurda e inaccettabile“, non arretra di un millimetro. Anzi, rigetta l’ultimatum lanciato dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem facendo sapere che Atene non firmerà un’estensione del programma “nemmeno con una pistola puntata alla testa”. Tsipras, citato dall’agenzia Bloomberg, ha detto che “non ha fretta e non accetterà compromessi” e avvertito che la democrazia greca “non può essere minacciata, non è una colonia o un paria dell’Europa”. L’esecutivo di Atene ha chiarito poi che si impegna a “continuare” i negoziati per trovare una soluzione “reciprocamente vantaggiosa”, ma è determinato a “rispettare il mandato del popolo”, che significa porre fine all’attuale memorandum che “ha causato una crisi umanitaria e ha portato l’economia a un punto morto”.
La Commissione europea, attraverso il portavoce Margaritis Schinas, replica che l’unico piano “è che ci sia un accordo a 19 tra tutti i membri dell’Eurogruppo. Questo è il piano A ed è il solo sul tavolo”. Mentre il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ammonisce: “E’ una decisione interamente nelle mani della Grecia” se il Paese resterà nell’euro e in caso di un’uscita si creerà una situazione “difficile”.
Mosse, comunque, quasi scontate: entrambi i contendenti intendono tirare la corda fino all’ultimo nella speranza di spingere la controparte a concedere qualcosa. E non perdere la faccia davanti ai rispettivi elettorati. Ma i mercati europei sembrano convinti che, almeno in parte, si tratti di un bluff. Perché spingere davvero la Grecia a un nuovo default, inevitabile se non riceverà l’ultima tranche del programma di aiuti, non conviene a nessuno. Così le Borse hanno reagito senza scossoni: tutti i listini del Vecchio continente sono in positivo con l’eccezione di Francoforte, appena sotto la parità. In profondo rosso, ma c’era da aspettarselo, solo Atene, che lunedì ha chiuso a -3,83% e il cui indice principale cede alle 14 il 4,75%. Il tasso di interesse sui titoli di Stato a dieci anni è intanto tornato a sfiorare il 10% mentre quello sui bond triennali supera il 18%.
L’attesa, ora, è per il nuovo Eurogruppo di venerdì ma ancora prima per la riunione del consiglio dei governatori della Bce, in calendario per mercoledì: l’Eurotower dovrà decidere se continuare a concedere alle banche elleniche l’accesso alla misura di ultima istanza Emergency Liquidity Assistance.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02 ... a/1418802/ Un aiuto erogato dalle banche centrali nazionali, ma solo se Francoforte dà il via libera. Il 28 febbraio, poi, scade l’attuale piano di salvataggio da 172 miliardi di euro messo a punto da Ue, Bce e Fondo monetario internazionale e prolungato di due mesi a fine 2014, in attesa dell’esito delle elezioni del 25 gennaio.
http://www.ilfattoquotidiano.itI greci? Devono fare come diciamo noi. E basta!