Coscienza, arte e creatività nel percorso evolutivo
e nella conoscenza del sè
Rispondi al messaggio

Re: IL SEGNO DEL COMANDO

21/03/2020, 13:33

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" Indimenticabile notte in casa di "O".

Che io possa essere dannato se accetto di nuovo un suo invito "


«21 aprile 1817, notte, ore 11. Esperienza indimenticabile, luogo meraviglioso, piazza con rudere di tempio romano, chiesa rinascimentale, fontana con delfini, messaggero di pietra, musica celestiale, tenebrose presenze».



O sta per Oberon, soprannome affibbiato da Byron a Sir Percy O. Delaney.

Nel 1817 abitava in un palazzo di Via delle Tre Spade, al numero 119










I LUOGHI

https://www.giornalepop.it/edward-e-il- ... l-comando/

https://www.davinotti.com/index.php?opt ... &Itemid=79

http://www.culturaitalia.it/opencms/vie ... a-coll_229



zio ot [:305]

Re: IL SEGNO DEL COMANDO

22/03/2020, 04:21

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_segno_del_comando

pietra milare dello sceneggiato tv italiano degli anni 60/70 per la regia di Daniele D'Anza...un capolavoro d'epoca... [:290]

regia, sceneggiatura, fotografia, attori, locations, TUTTO ha contribuito al successo e alla realizzazione di questa OPERA D'ARTE che adorna di simboli e simbolismi di tradizioni ed esoterismi policentrici ci conduce per mano esperta e naturale sesto senso alla conoscenza di alcuni viventi arcani che esulano dal pragmatismo giornaliero come anche dal paranormale spicciolo e ciarlatano... [:305]

Immagine

si può solo vedere e rivedere! imparando sempre qualcosa...un capitello di consapevolezza sulla mia strada di ragazzino -ancora un bimbo quando lo vidi nel '71- alla ricerca delle PRIME risposte importanti e molto poco discutibili con i miei coetanei dell'epoca... [:290]

questa è casa Tua, zio Ot...ottimo direi... [:264] [:301]

[:295]

Re: IL SEGNO DEL COMANDO

01/01/2026, 16:18

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IL SENSITIVO EDER LORENZI



https://www.karmanews.it/28782/eder-lor ... -un-amico/










Eder Lorenzi, un sensitivo, un amico



09/11/2020

Posted by
a cura di

Giorgio Cozzi

di Manuela Pompas e Giorgio Cozzi.

Ricordo a due voci di un grande sensitivo, umile, generoso, spinto nel suo percorso da una grande spiritualità

Eder Lorenzi hQuesto ottobre, Eder Lorenzi, sensitivo e psicometra, ha lasciato il corpo, dopo una malattia terminale, di cui non voleva parlare per non creare turbamenti.

«E poi non è così importante», mi disse poco prima di andarsene, in silenzio.

Ecco, il silenzio era una sua prerogativa, non amava mettersi in mostra, diventare centro dell’attenzione.

L’avevo incontrato la prima volta alla fine degli anni ’70, quando ero andata da lui per intervistarlo sulla psicometria, la facoltà ESP che permette di “leggere” le informazioni legate a un oggetto.
Per saggiare le sue facoltà, gli avevo portato un orecchino comprato su una bancarella, che mi piaceva molto, fatto con due fili intrecciati, che aveva una storia misteriosa.



Un orecchino perso e ritornato dall’invisibile


Un paio d’anni prima l’avevo tolto e l’avevo appoggiato insieme all’altro sul lavandino dell’hotel Hilton di Istanbul, dove mi trovavo in vacanza. Ma il mattino dopo ne avevo trovato uno solo. Sparito.
Otto mesi dopo era “caduto” sotto il letto della mamma del mio ragazzo. La cosa più strana era che era lucido e dorato, come nuovo, mentre l’altro, che avevo conservato, era diventato quasi rosso, perdendo la doratura.





Istanbul. La moschea di Santa Sofia.

Dopo essersi concentrato, mi aveva detto: «Vedo una città attraversata da un fiume e anche tante moschee e minareti. Ma c’è dell’altro. Questo orecchino è il trait d’union tra la tua vita attuale e quella passata. Eri un’orientale e ti piaceva ballare.

Vedo anche un letto a baldacchino con le colonne ritorte e una casa con un patio con le piastrelle azzurre e una fontana al centro ». Bene, l’anno prima avevo rivissuto una vita in Marocco e avevo perfino ritrovato la mia casa, oggi diventata museo, che corrispondeva alla sua descrizione.



Esperimenti con risultati eccezionali


Negli anni, ho rincontrato Eder molte volte, intervistandolo per il mio magazine o per KarmaTv, oppure nei convegni dove faceva esperimenti di psicometria insieme a Giorgio Cozzi, così come nella sede dell’Aism. Giorgio raccoglieva degli oggetti tra il pubblico prima che Eder entrasse in sala, gliene porgeva uno per volta e lui descriveva la persona cui apparteneva e anche qualcosa legata a un evento importante, del quale l’oggetto era stato “testimone”.

A volte ero andata da lui con persone che avevano bisogno di aiuto. Ricordo che una volta gli avevo mandato Cesare Medail, giornalista della pagina della cultura del Corsera, perché erano sparite delle penne Parker dal suo cassetto. Cesare gli aveva portato l’astuccio e Eder gli aveva descritto la persona che le aveva sottratte, mi sembra un ragazzo del bar. E così aveva potuto recuperarle.






Eder in Tv insieme a Giorgio Cozzi.


I suoi responsi erano sempre eccezionali e precisi. Ma era un sensitivo, quindi le sue capacità andavano oltre gli oggetti.

Ma il ricordo più importante che mi rimane di lui è la sua umiltà, la sua semplicità. Pur avendo avuto interviste anche in Tv, non si era mai montato la testa, non aveva mai sfruttato economicamente il suo dono (come purtroppo finiscono per fare alcuni sensitivi) e il più delle volte aiutava gratuitamente le persone che si rivolgevano a lui.

Era su un cammino spirituale, connesso con la dimensione dell’invisibile. Era discepolo di Sai Baba, che aveva incontrato nel suo ashram a Puttaparthi, in India, ma che gli era anche apparso e che spesso lo guidava e gli dava dei messaggi. Eder spesso sembrava emanare positività, un campo energetico di luce, per cui standogli accanto era come attingere a una dimensione più alta.

Credo che mancherà, oltre alla sua famiglia, a molte persone, a tutti quelli che ha incontrato, aiutato, che ha accompagnato in silenzio, rimanendo nell’ombra, durante il suo cammino. A me sicuramente. Se ne è andata una persona di valore, che aveva come obiettivo non soldi-sesso-successo- ma raggiungere un livello di consapevolezza e di spiritualità. Lui guardava in alto, oltre, verso la Luce. Un esempio per noi tutti.

Ho chiesto a Giorgio Cozzi, che l’ha scoperto come sensitivo e l’ha seguito nei suoi esperimenti, di scrivere per questo magazine due righe su di lui.



di Giorgio Cozzi.

Eder sperimenta


Eder Lorenzi si concentra durante un esperimento con Giorgio Cozzi.
Quando una persona che ti è cara passa a miglior vita ti sovvengono ricordi e rimpianti. Ricordi dei tanti momenti passati insieme e rimpianti perché senti di non aver dato tutta quella presenza che il rapporto avrebbe richiesto.

Sì, siamo immersi in una società che ci travolge con il lavoro e con i tanti impegni, dove spesso le priorità finiscono per prendere direzioni che hanno effetti sulle relazioni. È così che, pur avendo un contatto telepatico piuttosto frequente, la chiamata o la presenza non sempre hanno fatto seguito come si sarebbe dovuto.



Uno dei soggetti più sperimentati all’Aism



Come ho conosciuto Eder? È stato lui a contattarmi in una conferenza AISM dove era intervenuto su suggerimento di amici che gli dicevano di parlare con gli esperti di quegli strani fenomeni che gli capitavano e soprattutto delle capacità speciali che a loro aveva dimostrato.

Subito non gli ho dato retta, mi era sembrato uno dei tanti che si rivolgono ai parapsicologi per vantare le loro supposte abilità telepatiche. Tuttavia qualcosa in lui mi aveva colpito: non tanto tempo dopo lo chiamai per invitarlo ad una gita che l’AISM aveva in programma a Torino.

Accettò con gioia quell’opportunità e si dimostrò subito disponibile quando volli testarlo sul pullman con un semplice esperimento di telepatia, immediatamente riuscito. Nell’occasione si prestò anche per una chiaroveggenza descrivendo alcuni particolari del castello che andavamo a visitare (un quadro di un nobile con gli occhi strabici, una Madonnina col velo azzurro che reggeva il Bambinello), riscontrandoli puntualmente.

Da quel viaggio in poi Eder fu il principale interesse degli esperimenti di telepatia, chiaroveggenza, precognizione, psicometria, che ho condotto in tanti anni in sede AISM.


Eder Lorenzi e Giorgio Cozzi durante una conferenza.


La frequentazione mi fece conoscere la moglie, una persona esemplare, buona, generosa, semplice e acuta nel contempo, che gli dava forza e sostegno e lavorava con lui al Bar di Solaro (Mi) che gestiva.

Conobbi anche suo figlio Massimiliano, che cresceva e che per anni ha condiviso l’attività al bar, sostituendolo ogni volta che chiamavo Eder a qualche esperimento in giro per l’Italia, nei vari convegni, dove è sempre stato apprezzato per le sue doti personali, più ancora che per quelle paranormali.

Siccome gli anni passano per tutti, ho potuto vedere i nipoti, Tiziano e Ginevra, nascere e crescere nell’ombra spirituale di Eder. Infatti, entrambi sono sempre stati legatissimi al nonno con cui si sono sempre sentiti in simbiosi.

Da sempre, su un cammino di evoluzione spirituale

L’aspetto più interessante che ho potuto apprezzare di Eder, nonostante fossi interessato solo agli esperimenti e alle sue doti ESP, è stata la sua evoluzione spirituale. Sapevo che aveva letto tanti libri, alcuni antichi. Sapevo anche che da piccolo con i fiori costruiva dei mandala senza che nessuno l’avesse indotto a quell’esercizio. Sapevo anche che da bambino era terrorizzato da una figura scura con una gran massa di capelli, che lui vedeva brutta e femminile, altro che amico immaginario.

Poi scoprì, guardando una foto, che in realtà si trattava di Sai Baba, che da quel momento considerò come una luce a cui ispirarsi. Lui, che non si era mai mosso e non aveva mai preso un aereo, andò in India e negli ashram di Sai Baba, dove visse esperienze uniche.
Ebbe l’intervista personale, apporti, benedizioni, frasi rivolte solo a lui, dette in Inglese ma apparse nella mente di Eder in Italiano.




Sathya Sai Baba (1926 – 2011)


Devo dire che mi coinvolse e feci due viaggi con lui, vivendo esperienze speciali in quei contesti mistici dove eravamo migliaia a condividere sentimenti positivi e aperture mentali, cantando in coro tutti assieme.

Avevo notato una grande crescita in Eder, un diverso spessore culturale e morale, aveva acquisito un modo di parlare e comunicare che arrivava dentro.

Eppure è rimasto con la sua umiltà e si è sempre sottoposto ai miei esperimenti senza mai pretendere nulla. Così come chi si rivolgeva a lui per una qualunque questione riceveva sempre attenzione, ascolto e consiglio. Non ha mai approfittato economicamente delle sue doti e non ha mai perso quell’immagine semplice che la notorietà acquisita avrebbe potuto modificare. Gli sono stato amico, veramente amico anche per questo.



Senza dircelo, eravamo molto amici

Mi rammarico di aver sempre difeso il mio ruolo di sperimentatore, che non poteva lasciare troppo spazio agli affetti, per cui ho sempre mantenuto un certo distacco, anche per garantirgli serenità di giudizio sulle prove che svolgeva e quando non era al massimo accettava serenamente i miei commenti e i miei controlli.

Ora posso dirlo, avrei potuto dargli di più, sul piano affettivo; eppure per la sua famiglia sono stato uno di casa. Ricordo ancora con il sorriso una volta che da Padova al suo paesello (9 km andata e altrettanti al ritorno) di corsa, facendo jogging, ho raggiunto la sua casa d’origine e sua mamma, che mi voleva bene voleva farmi sedere a tavola a mangiare il baccalà appena cucinato.

La vita ci concede ogni tanto di incontrare un fratello: ecco Eder, in una certa misura, è stato un mio fratello, al quale ho voluto bene, così come lui ne voleva a me, nonostante ruoli differenti e distanze emotive che ho voluto mantenere.

Eder Lorenzi ritrattoDevo dire che oggi, che non l’ho più accanto, avrei preferito stargli più vicino, conoscerlo ancora meglio, condividere di più quei valori che lui andava professando (l’amore e l’unità) a cui anch’io mi sento in fondo ispirato.

Negli ultimi anni ha condotto diverse meditazioni, seguendo il suo Maestro e le ispirazioni che gli venivano dal profondo, e anch’io progressivamente gli lasciavo più spazio, attenuando la forza egoica del mio io di studioso e ampliando la sua sfera di influenzamento, costantemente ben accolta da tutti.

La sua crescita spirituale non ha ridotto le sue doti paranormali, sperimentate ancora a luglio 2020. Tuttavia lo ricordo soprattutto perché era una gran bella persona e lo sarà sempre per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo.

Per saperne di più:

Giorgio Cozzi: Il sensitivo che legge la storia degli oggetti





zio ot [:305]

Re: IL SEGNO DEL COMANDO

02/01/2026, 10:55

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https://www.karmanews.it/1869/il-sensit ... i-oggetti/




EDER LORENZI

Il sensitivo che legge la storia degli oggetti


11/03/2014


Giorgio Cozzi

eder cozzi inTV


In tanti anni che ho vissuto in seno all’AISM, come sperimentatore e come Presidente dell’Associazione, ho avvicinato molti soggetti sensitivi. Ma la documentazione più valida di cui dispongo è riferita a due soggetti in particolare: una è Venia (su cui sto scrivendo un libro Dimensione Venia, probabilmente una delle più forti sensitive italiane), l’altro è Eder Lorenzi (su cui ho pubblicato Ritratto di Eder), anch’egli molto interessante e senz’altro uno dei più disponibili a farsi sperimentare.


La storia di Eder è classica: come molti sensitivi ha vissuto un’infanzia colma di eventi fuori dal normale, spesso interpretati come stranezze o addirittura come problemi. Fatto che corrisponde anche ad altri soggetti dotati di facoltà paranormali, come se ci fosse già nei primi anni di vita una sorta di sensibilità ulteriore rispetto a quella dei cinque sensi, che permette di avvertire gli eventi o prima che si verifichino, oppure a distanza, o ancora di percepire esseri disincarnati.


Le stranezze di Eder rimasero tali fino a quando non iniziarono a mostrarsi nella loro vera veste, la veggenza, come la percezione a distanza di un incidente accaduto allo zio, l’anticipazione di un incidente stradale, poi verificatosi in tutti gli aspetti preconizzati, o di eventi che sarebbero accaduti ad un gruppo di amici durante un viaggio in Sardegna, con la descrizione particolareggiata di luoghi mai visti e conosciuti, ecc..

Con un gruppo di amici tentò anche alcune sedute spiritiche, pratica che interruppe, scosso da un evento eclatante: in trance, prese a descrivere con dovizia di particolari la vita e gli avvenimenti legati ad una persona conosciuta dai presenti, ma non da lui. Per rimarcare la veridicità di quanto andava dicendo l’entità presente in quel momento, descrisse anche la stanza da letto ed un punto in cui si sarebbe dovuto ritrovare un messaggio per la moglie, un documento non più rinvenuto dopo la sua morte.

E la sorpresa dei partecipanti fu ancora più grande quando venne confermato il ritrovamento da parte della vedova di quel documento. Eder ne rimase sconvolto e da allora non volle più partecipare a sedute spiritiche, anzi cominciò a cercare spiegazioni a questi suoi fenomeni.

Gli amici di allora gli parlarono della Parapsicologia, disciplina che studia appunto i fenomeni paranormali e i soggetti dotati di facoltà extra-sensoriali e dell’AISM (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica), che a Milano era un punto di riferimento.



Il primo esperimento importante


Così Eder si presentò a me come uno dei tanti che vantavano di possedere qualità paranormali. Essendo allora assediato da tanti personaggi che pretendevano di essere accreditati dall’AISM, quasi non lo tenni in considerazione. Tuttavia, durante una gita sociale al Castello di Agliè, approfittai per fare alcuni esperimenti con Eder e saggiare le sue facoltà. Mi sorprese subìto con un bel centro pieno.

Disegnai un cuore su un block notes e poi gli chiesi di indovinare cosa avessi disegnato e lui mi disegnò velocemente un cuore. Allora gli chiesi di descrivermi qualche cosa del castello che stavamo andando a visitare e lui provò a fornire alcune indicazioni sulla facciata, sugli interni, sui quadri che vedeva, sulle impressioni che provava. Disse anche che vedeva una chiesetta poco distante dal punto centrale del castello, con all’interno una raffigurazione statuaria della Madonna col Bambino in braccio.


Il castello di Alié

Arrivati a destinazione, potemmo verificare una buona corrispondenza tra le indicazioni di Eder e gli ambienti esterni ed interni, mentre non trovammo traccia della chiesetta. Nel pomeriggio, dopo il pranzo in un ristorante vicino, facemmo una passeggiata nei dintorni del castello. Ad un certo punto Venia venne presa dalla smania di vedere oltre un muretto sovrastato da un arco e dopo varie insistenze si fece issare fino al punto in cui si poteva guardare dentro.

Naturalmente c’era la chiesetta preconizzata da Eder, con tanto di statuina della Madonna col Bimbo in braccio. Ci informammo e scoprimmo che una volta c’era un camminamento diretto col castello e che lì c’era una chiesetta, poi non più utilizzata. Dopo Agliè, Eder divenne uno dei beniamini dell’AISM. A quel periodo, per così dire storico, fece seguito una lunga fase di esperimenti più mirati.



La scoperta della psicometria


Provammo anche con la psicometria o psicoscopia, la capacità di raccogliere indicazioni sul possessore attuale o precedente di un oggetto semplicemente tenendolo in mano, senza conoscerne la provenienza. Invitato a tenere una conferenza, in cui portai Eder senza dirgli cosa sarebbe successo. Facevo spesso così, per prenderlo in contropiede e metterlo allo sbaraglio, evitando qualsiasi possibilità di combine. Lui lo sapeva e mi accettava così, anche per darmi modo di mettere realmente alla prova le sue capacità.

A un certo punto, dopo aver presentato Eder alle quattrocento persone intervenute, pregai qualcuno del pubblico di raccogliere degli oggetti personali su cui avremmo tentato gli esperimenti. Lui si concentrò e fornì le sue descrizioni. Poi controllammo con i proprietari le sue indicazioni: il risultato fu entusiasmante, tanto che si meritò un lungo e caloroso applauso e finì per essere travolto fino a notte inoltrata dalle richieste dei presenti.

Mentre Eder maturava sia sul piano della competenza che a livello spirituale, io continuai a fare esperimenti con lui in diverse sedi: a Imola con il dottor Enrico Marabini (con cui tentammo un bell’esperimento con verifica incrociata delle dichiarazioni di Eder rispetto ad ogni persona presente, con risultati molto significativi, descritti nel libro Propedeutica parapsicologica), a Parma con Minari, con Scalvini, con Rosati, tutti con successi strepitosi, sia in condizioni normali, sia in condizioni Ganzfeld, vale a dire con isolamento sensoriale tramite mezze palline da ping pong sugli occhi e rumore bianco nelle orecchie.


Eder Lorenzi e Giorgio Cozzi a “Millennium”

Gli eventi clou tentati sono stati quelli televisivi, dove si voleva cercare di attirare l’attenzione sulla ricerca parapsicologica e sull’AISM. Partecipammo a Lascia o Raddoppia, poi a Mister O con Paola Giovetti e Cecchi Paone. Qui, il professor Ogliari, allora presidente del Museo della Scienza e della Tecnica, portò un suo oggetto personale, un arnese in ferro.

Le affermazioni di Eder furono molto interessanti: infatti aveva collegato l’oggetto ad un ufficiale dell’epoca napoleonica e l’aveva visto a cavallo, bardato di tutto punto, dando dettagli molto precisi dell’abbigliamento. Quell’oggetto era effettivamente uno dei pezzi della bardatura di un cavallo, di qualche secolo prima. Di più non si sa (è noto che la scelta dell’oggetto richiede di conoscerne la storia per poter controllare i risultati dell’esperimento).

Riprovammo a Rete 4 a Incontri sull’Arca con Mino D’Amato, notoriamente aperto e favorevole. In un primo esperimento, alla presenza del grande inquisitore di trucchi James Randy, Eder azzeccò l’immagine che due ore più tardi sarebbe casualmente uscita dalla ruota della fortuna (su nove possibili) e gli fece dire “Interesting!”.

Sulla scorta di quel successo montai un esperimento rigoroso: tenendo il sensitivo isolato, presi dieci oggetti a caso fra il pubblico; poi organizzai una “lettura” su un solo oggetto, scelto casualmente fra i dieci, con le dichiarazioni di Eder fatte senza che gli spettatori vedessero l’oggetto prescelto, poi controllo delle dichiarazioni di Eder su tutti i proprietari degli oggetti raccolti. Avrei considerato un successo pieno solo se il vero proprietario dell’oggetto scelto fosse risultato l’unico ad identificarsi con le dichiarazioni espresse.

Era previsto a che ora saremmo entrati in scena e dove ci saremmo collocati e come avremmo lasciato tempo al sensitivo per concentrarsi. Nell’attesa, per evitare qualsiasi contatto con il pubblico, fummo portati in un camerino con una notaia, a cui Eder fece una psicometria su un suo anello, lasciando di sasso la signora, sorpresa dalle cose dette, pur avendola conosciuta cinque minuti prima.

“Vedo un gazebo bianco su un prato verde, vicino alla spiaggia; l’anello è della nonna che l’ha dato alla nipote preferita; faceva collezione di miniature che vedo disposte sulla mensola; era minuta, minuta; vestiva un vestito di organdis bianco; era monarchica; molto generosa; si è sposata giovane, ha avuto due figli, è rimasta vedova presto e non si è più risposata”.

Mino D’Amato, nella trasmissione Tv “Incontri sull’Arca”

Bene, Eder è in vena. Alle 10.30 la scaletta cambia, alle 11.30 non sappiamo che fine faremo. Alle 12.15, con due ore di ritardo e tre ore passate vicino ai serpenti a sonagli (qualche metaforica indicazione?) entriamo finalmente in scena, spossati dalla tensione. Veniamo piazzati in un posto diverso dal concordato ,(in piena vista degli spettatori. Appena Eder si concentra sull’oggetto, D’Amato mi chiede: “Quanto tempo ci vuole?”, distruggendo l’estremo tentativo di trovare una concentrazione da parte di Eder, che pensa subito, “Non è serio, così!”.

Spara comunque alcune indicazioni e dal controllo due spettatori vi si riconoscono, la proprietaria ed un uomo (era proprio difficile pensare che quell’anello potesse appartenergli). Ho subito la sensazione che possa essere uno che si vuole mettere in mostra ad ogni costo ed infatti ad ogni cosa detta si riconosce anche lui, vorrei dire contro l’evidenza. La proprietaria dell’oggetto l’ha acquistato poco tempo prima e non sa nulla di particolare, per cui l’esperimento diventa inevitabilmente modesto, anche se comunque parzialmente riuscito. Ovviamente avevo pregato di raccogliere oggetti con una storia significativa alle spalle, ma le raccomandazioni non vengono ascoltate.

La serata sembra finita male, almeno rispetto alle attese. Ma Eder viene assalito dai presenti e sugli altri oggetti raccolti, in tempo reale, dà indicazioni così precise da fare scalpore presso il pubblico intervenuto. Ad esempio su un braccialetto di peltro dice che si tratta di un portatovagliolo e che vede quattro suore (la proprietaria l’ha trovato in casa e non sapeva né cos’era né da dove arrivava, ma era legata all’oggetto;

ha tre zie suore!); ad un’altra dice che l’orologio (da uomo apparentemente e datato) le era stato regalato per un atto d’amore che aveva compiuto, come ringraziamento, lo vedeva legato a un giovanotto di 18 anni, alto, nero, bello, riccioluto e chissà perché c’entrano due cani levrieri (le era stato dato dalla sorella per l’aiuto offerto al parto, il nipote ha ora 18 anni, alto nero, riccioluto;

l’orologio a cui è molto affezionata, si è rotto una sola volta e l’ha portato dall’orafo dove ha incontrato e conosciuto una signora con un cane levriero!).

Dunque, Eder c’era, ma gli altri dov’erano? Con un po’ più di fiducia e di rispetto degli accordi e delle persone, sarebbe stata una serata clamorosa. Evidentemente il paranormale ha più persone interessate a demolirlo che a sostenerlo, creando condizioni perché non si manifesti.



Oggi, a che punto siamo?

La Parapsicologia ufficiale, senza mezzi può fare poco: non si può fare ricerca senza risorse. I mercanti dell’occulto dominano il palcoscenico e i sensitivi come Eder, che non ha mai tratto vantaggi economici dalle sue qualità, sono rarissimi e vanno tutelati. Sono personalmente convinto che al di là del cammino spirituale compiuto da Eder, che ha una ricchezza interiore elevata, siamo ancora di fronte ad un elemento di enorme interesse scientifico e sarebbe ora che la scienza ufficiale dedicasse tempo ed energie a verificare le qualità paranormali degli individui dotati.

Con l’atteggiamento giusto si potrebbero ottenere risultati molto interessanti e disporre di indicazioni utili per capire meglio alcune qualità dell’uomo che oggi sono generalmente misconosciute o mal conosciute.

Ad esempio le facoltà extrasensoriali possono essere utili nella ricerca di persone o cose scomparse. Ricordo che il giornalista Cesare Medail chiese a Eder se riusciva a individuare chi aveva preso tre penne a cui era molto legato e lui riuscì a individuare la persona responsabile: e le penne ricomparvero). E non a caso i servizi segreti, soprattutto durante la guerra fredda, hanno sempre usato i sensitivi per individuare basi e armi segrete…


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Re: IL SEGNO DEL COMANDO

02/01/2026, 11:18

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PARLA IL CICAP
[:297] [:297] [:297]

L'esperimento di psicometria a Voyager


In Articoli28-06-2006
Salve,


nella puntata di Voyager andata in onda il 5 giugno scorso, un Vostro "ispettore" ha tenuto un test sulla memoria degli oggetti al "sensitivo" Eder Lorenzi.
Mi è sembrato che il sig. Lorenzi abbia data una descrizione dei vari profili piuttosto ambigua tipica di un comune soggetto, la settimana precedente al contrario pareva determinato e le sue descrizioni combaciavano perfettamente al profilo del proprietario.

Credo che il test della puntata del 5 giugno, nonostante ciò, non sia stato valutato nel modo corretto in quanto il calcolo della probabilità non era esatto. Ogni profilo aveva la probabilità di essere assegnato a 6 soggetti diversi e non a 2, mentre per la verifica è stata effettuato un controllo "vero" "falso".

Considerando la prova superata indovinandone 4 su 6 era molto improbabile che si verificasse perchè diversi soggetti potrebbero rispecchiarsi in più profili e sfortunatamente non è stato possibile una più attenta osservazione del presunto profilo e quello reale del proprietario. Se fosse possibile credo che sarebbe interessante poter veder un'ulteriore prova su questo fenomeno.


Con stima per le Vostre ricerche porgo i miei più cordiali saluti


Flavio Ros





Risponde Marco Morocutti,


Caro amico,


credo che lei abbia colto uno degli aspetti interessanti dei nostri esperimenti. Le risposte date nel secondo test apparivano più ambigue di quelle date nel primo test, perché in questo caso avevo richiesto al sensitivo di non includere informazioni che fossero facilmente riconducibili ad una data persona, ma di concentrarsi solo sulle sensazioni e le "informazioni" eventualmente trasmesse dagli oggetti.

Ad esempio, immaginiamo che di fronte all'oggetto componibile in legno il sensitivo avesse detto: "questo oggetto mi parla di qualcuno che ama risolvere puzzle, o forse altri giochi di abilità . Sento una sensazione di qualcosa che si compenetra, qualcosa che non è facile ricomporre...". Una tale descrizione sarebbe stata probabilmente ben riconoscibile dal proprietario dell'oggetto componibile in legno, anche senza che nessuno avesse poteri occulti. Invece, qui abbiamo cercato di evitare le descrizioni ovvie e dirette, limitandosi alle "sensazioni" che il sig. Lorenzi affermava di ricevere. A questo punto, se le sensazioni fossero state così precise da essere chiaramente associate all'oggetto, il suo proprietario non avrebbe avuto difficoltà nel riconoscerlo.

Al contrario, una descrizione non pertinente non sarebbe (giustamente) stata riconosciuta come appartenente ad un dato oggetto. Quello che è avvenuto è che non c'è stato un chiaro riconoscimento degli oggetti da parte dei loro proprietari, mostrando così che le descrizioni non erano significative al punto di evitare le ambiguità . In altre parole, togliendo dalle "letture" di Lorenzi le informazioni troppo palesi, nessuno riesce più a trovare il proprio oggetto. Questo, a mio giudizio, sta ad indicare che l'apparente successo di un test di psicometria deriva dal fatto che il proprietario dell'oggetto sa già in anticipo che l'oggetto è suo, quindi è portato a cogliere nelle parole del sensitivo le descrizioni "giuste" e a tralasciare le altre. E in questo modo sembra che il sensitivo riesca davvero a ricavare informazioni dagli oggetti per via paranormale.

Se invece si evita questa condizione, cioè non si dice in anticipo al sensitivo chi è il proprietario dell'oggetto, si ottiene una procedura di controllo più sicura. Ciò impedirà di far sembrare paranormali dei risultati che sono invece dovuti principalmente a due fattori: per prima cosa alla capacità del sensitivo di dare risalto alle informazioni che conosce per via "normale", ma anche alla tendenza, che tutti noi manifestiamo, di dare risalto ai successi e tralasciare invece gli insuccessi.


Saluti.


Marco Morocutti


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Re: IL SEGNO DEL COMANDO

03/01/2026, 12:35

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La prima volta che incontrai Eder fu a bologna , a un incontro nel centro di Parapsicologia dell Dott. Cassoli , c' era anche il prof.Bersani ;

presenti un centinaio di persone , diedi a Eder , in busta chiusa una tsuba ( è l' elsa di un katana giapponese ) , Eder descrisse con incredibile precisione tutto quello che la tsuba aveva fatto .

infatti per anni l' avevo portata nei boschi in montagna , e , alla fine , con sbalorditiva intuizione descrisse la situazione allora attuale nella mia biblioteca , su una mensola con una shaken ( arma dei ninja ) a fianco :



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zio ot [:305]
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